Oggi le nostre aree verdi – i boschi, i fiumi, le riserve naturali – sono come tante isole separate tra loro. Strade, città e attività umane hanno interrotto i fili invisibili che uniscono gli ecosistemi, creando barriere insormontabili.
Questa frammentazione toglie spazio vitale agli animali e alle piante, impedendo loro di muoversi per nutrirsi, riprodursi o semplicemente adattarsi ai cambiamenti del clima. Quando un ecosistema perde i suoi collegamenti, diventa più debole, e noi rischiamo di perdere alcuni dei suoi benefici.
Per rispondere alla perdita di biodiversità, la Lipu ha dato vita a un piano – che durerà dal 2026 al 2028 – per armonizzare e integrare il disegno delle reti ecologiche di Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta.
Il progetto si chiama Massimo Impatto, ed è dedicato alla memoria di Massimo Soldarini, che per anni si è occupato di questi temi guidando l’Ufficio Volontariato, Bilancio Sociale e Progetti della Lipu. La campagna di comunicazione del progetto si intitola Ben Connessi.
Ricostruire gli habitat degradati per permettere alle specie locali di prosperare.
Ricostruire gli habitat degradati per permettere alle specie locali di prosperare.
Oggi le nostre aree verdi – i boschi, i fiumi, le riserve naturali – sono come tante isole separate tra loro. Strade, città e attività umane hanno interrotto i fili invisibili che uniscono gli ecosistemi, creando barriere insormontabili.
Questa frammentazione toglie spazio vitale agli animali e alle piante, impedendo loro di muoversi per nutrirsi, riprodursi o semplicemente adattarsi ai cambiamenti del clima. Quando un ecosistema perde i suoi collegamenti, diventa più debole, e noi rischiamo di perdere alcuni dei suoi benefici.
Ricostruire gli habitat degradati per permettere alle specie locali di prosperare.
Ricostruire gli habitat degradati per permettere alle specie locali di prosperare.